Le dimissioni di Berlusconi viste dalla Cina

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Si sa che la distanza distorce le percezioni, a volte le amplifica, a volte le sfuma. In ogni modo, non ne modifica l’essenza e certe notizie sanno fare il giro del mondo. La crisi dell’economia italiana, quella del governo, l’ultima settimana di Berlusconi e le dimissioni da Premier sono fatti di cronaca nazionale che hanno investito i media di tutto il pianeta, portando in primo piano l’immagine del nostro Paese agli occhi internazionali.

Due settimane fa un taxista cinese (vox populi) inizia a chiacchierare con noi, cosa che accade assai spesso appena un occidentale sfodera qualche parola di mandarino. “Da dove venite?” ci chiede. “Yidali!” rispondiamo e giù il solito panegirico su AC Milan, spaghetti all’italiana ecc ecc. Poi d’improvviso il taxista si interrompe, ci osserva e ci chiede:

Ma voi in Italia, a fine mese, avete ancora soldi per comprarvi da mangiare?

Ieri mi sveglio e accendo la televisione prima del computer. Edizione del telegiornale di CCTV 3: la prima notizia parla di Italia, alzo il volume e osservo, per scoprire così attraverso un media straniero delle dimissioni del governo. Le immagini sanno suscitare una certa apprensione, la gente in piazza, le urla “buffone, buffone” tutto tradotto dai sottotitoli in cinese. E poi ci sono quelli che inneggiano “Silvio, Silvio” e i commenti della giornalista cinese “il popolo italiano si divide”. Viene veicolata la percezione di un Paese sconvolto.

Oggi, invece, compro un giornale, Jinghua Shibao (ossia Beijing Times) perché salta all’occhio una foto di Berlusconi in copertina. L’ex Premier è soprannominato in cinese “Lao Bei”, “vecchio Berlu”, diremmo noi.

Uno dei più autorevoli quotidiani della Repubblica Popolare ci dedica addirittura uno speciale lungo tre pagine, dalla cronaca dei fatti, a quel buffone (che tradotto in cinese fa sorridere tanto quanto Lao Bei). Il governo italiano non ha saputo rispondere alle riforme finanziarie richieste dall’Unione Europea, scrive Beijing Times. Berlusconi rassegna le dimissioni, riceve gli insulti della folla e convoca la stampa per dirsi “fortemente amareggiato”. Riportate poi voci del popolo italiano in piazza che urla “addio, Silvio, vai a casa!” “Siamo qui perché è un momento di festa”. Ci sono a centro pagina immagini della sagra politica e privata di Berlusconi, dal divorzio con Veronica Lario, a un primo piano di Noemi Letizia, al volto tumefatto dell’ ex Premier dopo l’aggressione di Tartaglia di dicembre 2009. Vengono riportate dichiarazioni di Lao Bei che si dice “orgoglioso” del suo operato e “spera di poter continuare a contribuire al governo del Paese” In fondo, dichiara, “l’opportunismo è la peggior abitudine della politica italiana, per questo mi hanno messo da parte”. Infine un commento del giornalista: Berlusconi non abbandonerà la scena, grazie alla sua presenza nella società italiana, che si esprime nella proprietà di Mediaset e AC Milan.

Allora chiudo il giornale e inizio a informarmi. Prima chiedo a un amico cinese che accenna alla situazione italiana: “Ma tu che idea ti sei fatto?” “Di Berlusconi? Si parla di certe situazioni… Cronaca rosa…”. Diplomazia cinese, probabilmente non voleva essere offensivo. Chiedo poi a un collega: “Cosa ne pensi della crisi del governo italiano?” “E’ una buona notizia che Berlusconi si sia dimesso, no? Ora avete Supermario!” “Già” commento io “un Mario che dovrà dimostrarsi davvero super….”

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